{"id":567,"date":"2012-04-12T17:08:17","date_gmt":"2012-04-12T15:08:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.acquaborra.it\/blog\/?p=567"},"modified":"2012-04-12T17:09:03","modified_gmt":"2012-04-12T15:09:03","slug":"quando-la-carta-igienica-non-esisteva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.acquaborra.it\/blog\/quando-la-carta-igienica-non-esisteva\/","title":{"rendered":"Quando la carta igienica non esisteva"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-551\" title=\"carta\" src=\"http:\/\/www.acquaborra.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/carta-e1334238122151.jpg\" alt=\"\"  width=\"120\" height=\"90\"  \/><\/a><\/p>\n<p>E\u2019 normale guardando la tv, imbattersi in spot  che reclamizzano carta igienica di ogni genere come \u00e8 altrettanto normale, nei supermercati, attraversare la corsia dei prodotti igienici ed trovare una tale offerta di carta igienica da restare perplessi su quale scegliere.<\/p>\n<p>Ve ne sono di tutti i tipi. Semplice, doppio velo, soffice, liscia, ondulata, ovattata e perfino profumata. \u00c8 impossibile farne a meno ed \u00e8 sicuramente uno dei prodotti pi\u00f9 indispensabili e dunque immancabile in tutte le nostre case.<\/p>\n<p>Una sera, con i miei ragazzi trentenni, dopo l\u2019ennesimo spot pubblicitario, mi \u00e8 scappato detto: \u201c quando ero ragazzo io, la carta igienica non c\u2019era e si campava lo stesso\u201d .<\/p>\n<p>Non vi dico la reazione a queste parole. Ho visto nelle loro facce una sensazione di stupore seguita da una sorta di incredulit\u00e0 che ha sfociato nella domanda: \u201cCome,.. non c\u2019era\u2026\u2026 che fai ci prendi in  giro?\u201d<\/p>\n<p>Mi sono catapultato negli ormai lontani anni 50\/60 e li ho fatti partecipi dei miei ricordi d\u2019infanzia.<\/p>\n<p>In quel tempo la carta igienica non era ancora apparsa nei consumi degli italiani. Si usava conservare la carta che si riteneva pi\u00f9 idonea allo scopo. Mi ricordo che andava per la maggiore una carta molto fine, tipo carta velina, che era usata per incartare il pane. I fogli di giornale erano un\u2019alternativa valida dopo essere stati sgualciti e poi ristirati.  Del tutto sconosciuti gli assorbenti per le donne. Che dire poi degli asciugoni, dei dentifrici, delle saponette dei detersivi. Niente. E i fazzolettini di carta ? Macch\u00e9, niente. Noi avevamo la \u201c<em>pezzola<\/em>\u201d, il fazzoletto di stoffa che veniva utilizzato, lavato e riutilizzato tante volte. Che tragedia quando si aveva il raffreddore. Tenere in tasca quel panno moccicoso e pieno di bacilli non era il massimo. Ma, era cos\u00ec. Le buste di nylon per la spesa? Dovevano ancora essere inventate. Ogni massaia andava a fare la spesa con la propria \u201c<em>Sporta<\/em>\u201d. Erano generalmente rigide, ma ce ne erano alcune fatte a rete che, ripiegate, non occupavano assolutamente spazio.<\/p>\n<p>Ho ricordato la cartella di cartone pressato che usavamo per andare a scuola alla \u201c<em>Vasca<\/em>\u201d (P.zza Cesare Battisti &#8211; Montevarchi), ed il mitico ed immancabile astuccio di legno con coperchio scorrevole. Che dire poi della penna per scrivere. Era formata da un supporto di legno affusolato da una parte, ad una estremit\u00e0 del quale c\u2019era una fessura per inserire un pennino metallico. Ricordo quello a \u201c<em>foglia<\/em>\u201d, quello a \u201c<em>campanile<\/em>\u201d e quello per la bella calligrafia. Allora si scriveva cos\u00ec. Ogni banco aveva in alto a destra una piccola vaschetta contenente inchiostro in cui si intingeva il pennino per poi scrivere. Tutto delicatamente per evitare le macchie.<\/p>\n<p>Al momento che scrivo, \u00e8 appena passata la Pasqua e allora come non ricordare la visita delle sette Chiese del gioved\u00ec santo, che noi ragazzini vivevamo come un gioco piuttosto che come momento di devozione. La sontuosit\u00e0 della processione del venerd\u00ec Santo attraverso le vie di Montevarchi arricchite dai luminari e seguita da innumerevoli persone. Ricordo la pesantissima statua del \u201cCristo Morto\u201d portata a spalla dai fedeli. E come non ricordare gli addobbi delle macellerie per quell\u2019occasione. Le carni erano esposte con particolare maestria. C\u2019era di tutto, il maiale con il limone in bocca, le testine di agnello con gli zampucci, il polmone di vitello gonfiato, il pollame variamente sistemato, tutto contornato da fiori e piante varie. Direte: \u201ccome il polmone di vitello?\u201d Si, volgarmente chiamato \u201c<em>paracore<\/em>\u201d era una pietanza che si faceva spesso, in umido con le patate. Costava poco ed in quel tempo soldi non ce ne erano molti.<\/p>\n<p>Che dire poi delle merendine di cui oggi i nostri bambini non possono fare a meno. Non c\u2019era niente. A scuola si andava con pane e frittata o, quando ci si poteva permettere,  con il \u201c<em>panin di ramerino<\/em>\u201d o la <em> \u201cbocca di lupo<\/em>\u201d acquistati in uno dei forni presenti in via Roma.<\/p>\n<p>A scuola si andava a piedi, a dottrina si andava a piedi a Messa si andava a piedi, perch\u00e9 la bicicletta ancora non tutti potevano permettersela. La sera eravamo stanchi e avremmo dormito su qualunque cosa. Gi\u00e0, su cosa dormivamo? Ricordo il materasso di \u201c<em>crine vegetale<\/em>\u201d  e poi quello di \u201c<em>lana<\/em>\u201d per i quali ogni anno si chiamava il \u201c<em>materassaio<\/em>\u201d per \u201c<em>battere le materasse<\/em>\u201d. I materassi venivano svuotati ed il loro contenuto arieggiato e reso nuovamente soffice battendolo con delle bacchette di castagno.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni 50 la televisione comincia ad entrare nelle case degli italiani. Ad essere precisi, all\u2019inizio la televisione era presente solo nei bar che lo utilizzavano come strumento di attrazione di clienti, ma anche nelle sale cinematografiche . Ricordo di aver seguito qualche gioved\u00ec sera il quiz \u201c<em>Lascia o raddoppia\u201d<\/em> (1956) al cinema \u201cPoliteama\u201d di Montevarchi sul televisore posto sul corridoio centrale della sala. Da allora cominciano anche i primi consigli pubblicitari con il mitico \u201c<em>Carosello<\/em>\u201d(1957). Viene cos\u00ec diffuso il rossetto, il profumo Paglieri, la saponetta Palmolive, a brillantina Linetti, il dentifricio Durbans. Cominciarono gli anni del Boom Economico. Da quel tempo in poi tutto \u00e8 cambiato. Le ristrettezze economiche cominciavano ad essere un lontano ricordo.<\/p>\n<p>Oggi difficilmente si sente parlare del periodo ante Boom economico, quasi inconsciamente volessimo cancellarlo dai nostri ricordi. Sono invece del parere che si debba essere orgogliosi di aver superato quei momenti e ritengo, anzi, che fare partecipi i nostri giovani di quelle esperienze, possa contribuire a renderli pi\u00f9 fiduciosi nell\u2019affrontare le difficolt\u00e0 che si stanno presentando in questi ultimi tempi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 normale guardando la tv, imbattersi in spot che reclamizzano carta igienica di ogni genere come \u00e8 altrettanto normale, nei supermercati, attraversare la corsia dei prodotti igienici ed trovare una tale offerta di carta igienica da restare perplessi su quale scegliere. Ve ne sono di tutti i tipi. 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